il raffreddore si trasmette

Come si trasmette il raffreddore

Il raffreddore si trasmette attraverso due modalità principali: la trasmissione per via aerea (droplet) e la trasmissione per contatto. Le goccioline respiratorie, prodotte quando una persona infetta starnutisce, tossisce, parla o anche respira, possono essere inalate direttamente da un soggetto vicino (distanza inferiore a un metro). Questa è la via più rapida di contagio. Le goccioline più grandi cadono rapidamente a terra, mentre quelle più piccole (aerosol) possono rimanere sospese nell’aria per breve tempo. La seconda via, probabilmente la più importante, è il contatto: le mani del malato si contaminano toccando naso, bocca o occhi, poi toccano superfici (maniglie, interruttori, telefoni, giocattoli). I virus del raffreddore possono sopravvivere su superfici inerti per ore (fino a 24 ore sui metalli e sulla plastica). Una persona sana tocca la superficie contaminata e poi si porta le mani al volto, inoculando il virus attraverso le mucose nasali, oculari o orali. È stato dimostrato che il contatto diretto è responsabile di un’elevata percentuale di trasmissioni, soprattutto nei bambini che hanno meno cura dell’igiene. La trasmissione indiretta può essere interrotta con un frequente lavaggio delle mani e con la disinfezione delle superfici. Anche il contatto ravvicinato come baci o abbracci favorisce la trasmissione. Il periodo di maggiore contagiosità è quello dei primi 3-5 giorni di sintomi, quando la carica virale è più alta. L’uso di mascherine da parte del malato riduce l’emissione di goccioline. Interessante il dato dello studio ELVIS Pilot RCT (Ramalingam et al., 2019): l’irrigazione nasale con soluzione salina ipertonica al 3% ha ridotto la trasmissione domestica del 35% (p=0,006), probabilmente diminuendo la carica virale nelle secrezioni. HYPERNASE, grazie alla sua azione fluidificante e antivirale, può quindi contribuire a spezzare la catena del contagio. In ambito scolastico, è importante che i bambini con raffreddore rimangano a casa per evitare epidemie. La prevenzione della trasmissione si basa sull’educazione sanitaria: “starnutire nel gomito, lavare le mani, non condividere oggetti personali”.

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